Mistress.America.2015.iTALiAN.BDRip.XviD-TRL
Tracy Fishko, matricola al college, si è trasferita a New York e ha
lasciato indietro un padre defunto e una madre in procinto di
risposarsi. Mentre sogna di entrare in un prestigioso circolo letterario
e di innamorare il nerd della porta accanto, conosce Brooke, la
sorellastra che la madre le ha consigliato di contattare per
sopravvivere alla metropoli. Rapita dall'entusiasmo e dalla dinamicità
di Brooke, Tracy cambia passo e ritmo, lasciandosi coinvolgere dalla
vita della giovane donna che sogna, tra le altre cose, di aprire un
ristorante 'familiare' a Williamsburg. Se Brooke ha bisogno di soldi per
realizzare il suo progetto, Tracy ha bisogno di Brooke per scrivere il
racconto della vita. Amica e musa logorroica, offre suo malgrado a Baby
Tracy la storia per accedere al circolo. Ma la realtà qualche volta è
difficile da cogliere ponendo un abisso di interpretazioni.
Interpretazioni a cui Brooke è irriducibilmente resistente.
Come si accordano vita e finzione? Possono essere manipolate per girare
un film o per scrivere un racconto? Noah Baumbach riespone le istanze
del film precedente (
Giovani si diventa)
e gira una commedia amicale interpretata con slancio inarrestabile da
Greta Gerwig e Lola Kirke, ostinate a cercare il loro posto e a
pretendere la felicità che meritano come in un
racconto
rohmeriano. Piene di un'incompletezza più sociologica che generazionale,
quella della precarietà e della difficoltà a entrare nella loro età
adulta, Brooke e Tracy hanno imparato ciascuna a suo modo e ciascuna
secondo i propri anni a indossare in qualunque circostanza la maschera
da vincenti. Un trucco che gli permette di incassare i colpi della vita
con un vigore toccante, libere di mentire e di mentirsi.
Sedotto da una giovinezza, che qualche volta umilia e qualche altra
salva, Baumbach chiama ancora una volta alla sbarra d'appello le nuove
generazioni e chiude un'ideale trilogia della giovinezza cominciata con
Frances Ha e continuata con
Giovani si diventa.
Commedie scritte a quattro mani con la sua giovane compagna Greta
Gerwig, presunto punto di partenza di riflessioni sulla dissonanza tra
le età.
Mistress America aggiorna la materia di
Giovani si diventa,
abbassa i toni del confronto generazionale e ridimensiona il numero dei
personaggi, che scendono da quattro a due: Brooke che (si) ripete di
voler aprire un ristorante ma non arriva mai a concludere come il
'documentario sull'America' di
Ben Stiller, Tracy che cova l'ambizione sotto la
nerditudine ma la pratica con più sottigliezza del giovane documentarista di
Adam Driver.
Se tradizionalmente sono i vecchi a vampirizzare i giovani, Baumbach
inverte il movimento e racconta una storia che prevede di nuovo
l'impiego da parte del personaggio più giovane di tutti i mezzi per
arrivare ai fini (i propri). Nella vita come nella finzione letteraria
che Tracy mescola con disinvoltura su un quaderno, catturando accanita, e
senza porsi delle questioni, tutto quello che Brooke dice, tutto quello
che Brooke incomincia (senza finirlo mai). Un film fa era un
zoom a sollevare un
affaire morale e a rivelare la malafede del giovane di
Adam Driver,
a questo giro e lontano da New York, è un racconto trafugato da una
fidanzata gelosa a smascherare Tracy, che ha saccheggiato la vita della
sorellastra facendone un ritratto decadente e inconcludente in odore di
estinzione. Ancora una volta è un incontro a innescare il carburante e a
produrre i segni di un'ammirazione reciproca, nondimeno
Mistress America
segnala scarti di età, qui inferiore ai vent'anni, e di carattere.
Brooke non è in fondo la stronza che sembra essere, Tracy da par suo non
è il vampiro che ha rivelato di essere. Tracy prova un'ammirazione
sincera per Brooke, diversamente dal 'debuttante' di
Adam Driver che si presenta al 'vecchio'
Ben Stiller come inscenato ammiratore.
Ritrattista tragi-comico, affilato e verboso alla maniera della sua
musa, Noah Baumbach firma un nuovo faccia a faccia mimetico tra due
generazioni, in cui ciascuna sembra volere qualche cosa dall'altra
dentro un malinteso generale. Se i toni passivo-aggressivi sono
ereditati dal cinema europeo e le figure maschili dallo
schlemiel ebreo di
Woody Allen,
i personaggi femminili trovano ragione e incarnazione in Greta Gerwig,
attrice iper-contemporanea e pienamente rétro, capace di catturare lo
spirito di un'epoca e di imporre, dai tempi di
Frances Ha,
una nuova maniera di essere al mondo. Una maniera che fluttua senza
affondare, che non smette di traslocare, in una casa più grande o in un
quartiere più
alla moda, che si inventa senza bisogno di una
storia d'amore, perché le infatuazioni si inseriscono in un contesto
relazionale e immaginario più grande, dove alla fine a contare di più
sono l'amicizia, il gruppo, la scoperta del mondo. Eludendo sempre lo
scoglio del cinismo e diffondendo le sue commedie di note leggere ed
etnografiche, Baumbach dona ogni volta una ragione e una chance ai suoi
personaggi patologicamente felici e latori di un hipsterismo trionfante.
Forse un nuovo umanismo?